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Il Forum di ALENAPOLI.Com

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Redazione ALENAPOLI.Com

redazione@alenapoli.com


Aug 2, 06 - 10:00 AM
"NAPOLI, IL FUTURO E' TUO!", PAROLA DI AURELIO DE LAURENTIIS

Oggi il Napoli com­pie gli anni. Ottanta, per la precisio­ne. Chi più di Aurelio De Laurentiis, che ha vissuto gli ultimi due in C1, quelli più grami, poteva raccontare cosa si prova ad alzare il calice in al­to. Il presidente organizza una call conference nell’albergo che ospita il Napoli in Austria per ricordare quel­lo che per lui è solo un avvenimento effimero: « In questi ottant’anni di Napoli si è costruito e demolito men­tre si sarebbe dovuto solo costruire, costruire tanto perchè alle spalle di questo club esiste una co­munity enorme che rap­presenta la vera forza del club. Invece, andiamo a tirare le somme e trovia­mo molto di meno di quanto una tifoseria del genere avrebbe meritato.
La fede verso l’azzurro del Napoli e della Nazio­nale ha fatto sì che Guido Rossi mi chiedesse la di­sponibilità del San Paolo per la prima partita della Italia in vista degli Euro­pei. Il pubblico di Napoli è la vera storia della so­cietà. Ma io mi chiedo: possibile che in ottanta anni con tutta questa forza alle spal­le non si sia creato qualcosa di du­raturo e di permanente?».
SIAMO SOLO AGLI INIZI - De Lauren­tiis preferisce andare oltre i due scu­detti, la coppa Uefa, le tre Coppe Ita­lia e la Supercoppa italiana. Quelli sì, sono stati traguardi importanti (« Non a caso ho comprato anche tro­fei e foto storiche dal fallimento» , ri­corda l’imprenditore cinematografi­co) ma non c’è tempo per gli amar­cord. Un compleanno del genere, piuttosto, va vissuto con spirito di­verso, guardando con concretezza al futuro, lavorando sodo come è nella filosofia della famiglia De Lauren­tiis. Spiega il presidente, mentre in ascolto ci sono anche Reja e Pier­paolo Marino: « Da novizio credevo che nella storia del Napoli ci fossero più glorie e riconoscimenti. Poi quando hanno parlato di ripescaggi ho scoperto che altre realtà, calci­sticamente non così seguite come la nostra, si trovano più avanti di noi. E ci sono rimasto male. Siamo la quar­ta forza d’Italia come bacino di uten­za, per spirito di appartenenza, ep­pure si è vinto così poco. Allora non ho tanta voglia di festeggiare e pen­so solo a lavorare, a seminare per­chè questa pianta diventi sempre più forte e gigantesca. Siamo solo agli inizi » .
PER UNA SOCIETA’ SAGGIA - Non c’è voglia di esaltare l’avvenimento. Prosegue il presidente:« Questo com­pleanno coincide con un possibile azzeramento del calcio. Non sappia­mo cosa ci riserva il futuro. Vanno riscritte le regole, ricostruito tutto. Ecco perchè mi rifaccio spesso al modello del basket ame­ricano. Non viviamo più nel ristretto mondo della Campania o dell’Italia, oggi bisogna ragionare pensando alla comunity internazionale. Ed occor­re mettere da parte i pro­tagonismi, pensare ai gio­vani. Il Napoli ha avuto dei campioni, Maradona su tutti, ma io non sono per i divi. Mi piace di più concetto di gruppo. Vo­gliamo costruire una so­cietà saggia che lavori per rappresentare in ma­niera degna la città di Napoli. Penso ad una squadra internazionale non perchè debba vincere ovunque ma convo­gliare milioni di fans. Ma se il calcio non cambia, sarà tutto più difficile »
IL NOSTRO PUBBLICO UN PATRIMONIO
- « Il passato è lì e lo testimoniano quelle coppe e quelle foto che abbia­mo fatto ripristinare dopo l’alluvione al San Paolo. Ma per me il vero pa­trimonio sono i tifosi. Il primo anno di C abbiamo avuto una bella dimo­strazione di affetto registrando in una gara più spettatori del Real Ma­drid, del Manchester, del Paris St Germain. E per Sky siamo passati dalla quinta alla quarta squadra più vista d’Italia. Per loro mi sono in­ventato un’altra denominazione so­ciale per la serie C: si erano ribella­ti alla retrocessione d’ufficio ed io ho inteso rispettare il loro codice d’o­nore. Ma non rinnego nulla di questi due anni. Anzi vogliamo diventare concreti e costanti e ripartire da quegli ottanta anni per costruire un Napoli solido, duraturo, vincente» .CDS
VC


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