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BENVENUTO IN AGORA' Forum su misura per noi.
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Re: Le Ragioni della Colubrina


mi permetto la libert di chiedere per qualche minuto la vostra

gentile attenzione per una sincera riflessione di notevole importanza

comune.

Sono un meridionale, napoletano, emigrato da oltre 35 anni.



Faccio appello a voi e a tutti i rappresentanti pubblici e privati

raggiungibili tramite e-mail per una giustizia storiografica, la

ricostruzione di fatto della verit storica nella memoria comune della

vostra citt di Civitella del Tronto, parte del nostro meridione in

comune, che fu estrema fortezza di confine a difesa dell'antico

territorio, culla millenaria della civilt occidentale: il nostro

meridione.



Bench lontano, partecipo con vivo interesse da qualche mese

all'associazione culturale Ddojesicilie

(http://it.groups.yahoo.com/group/ddojesicilie/ e-mail:

ddojesicilie@yahoogroups.com ) e ad altri gruppi internet perch, con

mia grande sorpresa, rivendicano giustamente verit e giustizia contro

la mala sorte di tutto il meridione italiano, iniziata con gli atti di

"liberazione" risorgimentalista nel 1860 e continuata per circa un

secolo e mezzo dalla politica "unitaria" fino ad oggi, compresa la

continua emigrazione di milioni di meridionali, precedentemente

sconosciuta.



L'opera di questi gruppi meridionalisti sta finalmente contestando "la

storia ufficiale dello stato unitario" obbligatoriamente insegnata per

manipolare le coscienze comuni di massa, ormai gi da troppo tempo

rassegnate alla gestione corrotta nordista incapace di gestire le

immense risorse economiche e ricchezze culturali del meridione, che

dal 1860 ha esclusivamente sfruttato come una colonia di un impero

speculatore, massonico-bellico, vincitore per tradimento, incurante

del benessere generale.



Nei gruppi meridionalisti stata recentemente sollevata una

discussione sulla Colubrina del 1610 di Civitella del Tronto (l'antico

cannone trafugato nel marzo del 1861 dopo la caduta della fortezza di

Civitella del Tronto, l'ultima fortezza del regno delle due sicilie)

ora in mostra temporanea a Civitella del Tronto. Ma che fra non molto

dovrebbe nuovamente lasciare Civitella del Tronto.



Nella discussione si chiede per giustamente che quel cannone non

dovrebbe pi partire da Civitella del Tronto. Quel cannone una delle

reliquie di tutto il meridione atrocemente abbattuto a ferro e fuoco

dai "liberatori". una reliquia legittima, rubata alla memoria eroica

di Civitella del Tronto. Una reliquia che comprova schiettamente

ancora una volta il vero carattere predatore dell'esercito mercenario,

non "liberatore", in realt null'altro che incivili e volgari

saccheggiatori savoiardi, garibaldini, cavourriani, piemontesi,

corruttori e corrotti traditori, tutti, a quel tempo, sul punto di

fallimento presso le banche francesi, disposti a tutto pur di

appropriarsi di tutto.



Un esercito liberatore non incontra resistenza civile, non distrugge a

ferro e fuoco beni e popolazioni locali, non saccheggia i liberati,

non si appropria di nulla, non dovrebbe essere costretto a combattere

ancora per decenni contro i "fratelli" liberati.

Un esercito liberatore, se liberazione f, apporta giustizia,

civilt, benessere, proprio tutte quelle cose che proprio

quell'esercito, proprio in quegli anni di progresso europeo e

meridionale, ancora nemmeno lontanamente conosceva.



Ancora oggi non possibile conoscere tutto ci che realmente accadde

nel meridione dal 1860 in poi perch gli archivi militari, gli archivi

dei Savoia e tanti altri archivi di finanziatori (oggi istituti

finanziari nazionali) sono ancora segreti, rimangono chiusi per la

libera ricerca storiografica scientifica.

Ancora oggi non permesso ai meridionali di conoscere e di far

conoscere al mondo intero la vera faccia dell'unit forzata, la

sottomissione del meridione, la rovina ingiusta di un popolo di

civilt millenaria, ingiustamente sfruttato e stigmatizzato come

parassitario, incapace, ignorante, terrone, criminale e tanti altri

luoghi comuni conosciuti in tutto il mondo, per solamente confermati

dagli scandali vergognosi dei governi politici italiani, ma in

chiarissimo contrasto con la grande presenza degli emigrati

meridionali in tutto il mondo, indivui laboriosi, onesti, stimati, che

hanno arricchito con la loro presenza culture ed economie straniere,

spesso dunque considerati "eccezioni alla regola tradizionale dei

meridionali".

30 milioni di emigrati meridionali.

30 milioni di eccezzioni alla stereotipica regola meridionale ?

No, 30 milioni di prove del contrario !



Civitella del Tronto dispone in questi giorni di un'importante

opportunit per tutto il meridione, da Civitella del Tronto a Palermo,

da Gaeta a Leuca, e per tutti i merionali, nel meridione e in tutti i

paesi del mondo e i loro discendenti.

Civitella del Tronto potrebbe, e mio avviso dovrebbe, oggi imporre in

concreto al governo dello stato unitario una condizione esemplare

rifiutando "temporaneamente" la restituzione della Colubrina al museo

militare di Torino e tenerla in custodia come pegno giuridico fino a

quando le autorit giudiziarie e politiche ordineranno l'apertura

completa e incondizionata degli archivi segreti politici e militari

risorgimentalisti con garanzia di visione incensurata di tutti i

documenti politici e militari, compresa la verit documentata

concernente il periodo di assedio e di distruzione di Civitella del

Tronto.



I movimenti meridionalisti ritengono per giusta causa che LA COLUBRINA

DEL 1610 APPARTIENE AI MERIDIONALI e deve rimanere nella fortezza di

Civitella del Tronto, che il bottino di guerra dell'esercito

piemontese-italiano sottratto al Sud sia ridato ai meridionali !

LA VERIT E LA NOSTRA MEMORIA SONO NOSTRI DIRITTI LEGITTIMI E

INCONTESTABILI !



La rivendicazione di diritti ai beni storici e culturali dei popoli

protetta da molti trattati internazionali che devono essere rispettati

anche dal governo italiano.

Restano forse solo pochi giorni per decidere di attuare in modo giusto

ed efficace questa importante iniziativa.



Vi sollecito dunque vivamente a riflettere profondamente sulle vostre

responsabilit come semplici meridionali ma anche come esponenti nelle

vesti da voi ricoperte, a discuterne con i responsabili, a discuterne

anche con le associazioni e i movimenti meridionalisti, esponendo le

vostre opinioni e prendendo nota delle nostre motivazioni ragionate

sotto un solo schieramento comune:

la verit, finalmente solo tutta la verit.



Spero di incontrarvi presto nei fori telematici.



Cordiali saluti,

Antonio Serao.

(Olanda)

--- --- --- --- --- --- --- --- ---

Replying to:

a: presidenza.repubblica@quirinale.it



Oggetto: [DdojeSicilie: Lista dell'Ass. Cult. Due Sicilie] Colubrina di Civitella.

Sulla Battaglia della Colubrina vedi in Home e in Urla la tua opinione del nostro sito.









Caro Presidente,

sono lieto dell'occasione che mi si presenta per scriverLe per rafforzare le richieste di quanti hanno gi scritto per lo stesso motivo.

Lei, dai noi semplici cittadini, (parlo per me) considerato un fervente italiano e non perde occasione per ricordare e rafforzare l'idea della fratellanza italiana, che dal 1860, diciamoci la verit, stata molto poco sentita sia dal sud che dal nord.

Lo dimostra in modo esplicito con la reintroduzione della festa delle forze armate e con l'Inno Nazionale che non perde occasione di far sentire.

Di questo, io personalmente ne sono lieto, apprezzo il Suo sforzo, anche se, a dir la verit, mi lascia indifferente: cos'altro potrebbe provare un napoletano a Milano, lontano dalle proprie radici, dalla propria lingua, dal proprio mare, dalla sua cultura, da quarant'anni?

Per...ve ne sarebbero tanti di per, ma mi permetta di prendere come esempio la colubrina "ospite" di Civitella del Tronto.

Questa colubrina, Lei ormai ne a conoscenza, appartiene al patrimonio culturale italiano e pi precisamente al meridione d'Italia e pi precisamente a Civitella: di sua propriet dal 1600.

Se io volessi considerarLa mio padre, (..e sono attempatello...), Le direi: - pap mio fratello mi ha picchiato per rubarmi il cannone, mio, fammelo restituire! Potrebbe mio padre dirmi:- Tuo fratello ha fatto bene, il trenino suo? O non direbbe invece a mio fratello: v bene, hai picchiato tuo fratello e ti perdono, per restituisci quello che gli hai rubato? Non questo quello che farebbe giustamente un padre? O invece accetta il fatto che il furto diventa propriet da prestare a pagamento?

Il difficile , lo capisco, che Lei non un semplice padre di famiglia che ridime un litigio fra bambini, ma dietro questo litigio c' molto di pi...c' la dignit, l'orgoglio, il dolore del figlio derubato e picchiato. Ma se Lei, in qualit di padre, non esercita un atto di giustizia tendente a dirimere tra i due fratelli un sopruso che padre sarebbe?

Lei, caro Presidente, non pu, n da Italiano, n da padre, far finta di non capire o di non vedere. E' vero, queste sono "sciocchezze" visti i tempi che corrono, ma non possiamo sempre far finta di non vedere ci che accade a casa nostra.

Di cannoni rubati, mio fratello ne ha tanti, troppi e ancora continua a rubarmene e mio padre cosa fa?

Caro Presidente, questo esempio emblematico.

Allora io Le chiedo: siamo fratelli d'Italia o fratelli di taglia?

Cordialmente.



Giuseppe de Gennaro





ReLa Colubrina inizia a cannoneggiare


come feder mediterraneo abbiamo inviato la petizione per la restituzione della colubrina a tutte le tv locali degli abruzzi, alla stampa locale della prov, di teramo e ad alcune associazioni che si occupano di storia e cultura.

stiamo procedendo con altri indirizzi di politici locali

saluti




--- --- --- --- --- --- --- --- ---

Replying to:


mi permetto la libert di chiedere per qualche minuto la vostra

gentile attenzione per una sincera riflessione di notevole importanza

comune.

Sono un meridionale, napoletano, emigrato da oltre 35 anni.



Faccio appello a voi e a tutti i rappresentanti pubblici e privati

raggiungibili tramite e-mail per una giustizia storiografica, la

ricostruzione di fatto della verit storica nella memoria comune della

vostra citt di Civitella del Tronto, parte del nostro meridione in

comune, che fu estrema fortezza di confine a difesa dell'antico

territorio, culla millenaria della civilt occidentale: il nostro

meridione.



Bench lontano, partecipo con vivo interesse da qualche mese

all'associazione culturale Ddojesicilie

(http://it.groups.yahoo.com/group/ddojesicilie/ e-mail:

ddojesicilie@yahoogroups.com ) e ad altri gruppi internet perch, con

mia grande sorpresa, rivendicano giustamente verit e giustizia contro

la mala sorte di tutto il meridione italiano, iniziata con gli atti di

"liberazione" risorgimentalista nel 1860 e continuata per circa un

secolo e mezzo dalla politica "unitaria" fino ad oggi, compresa la

continua emigrazione di milioni di meridionali, precedentemente

sconosciuta.



L'opera di questi gruppi meridionalisti sta finalmente contestando "la

storia ufficiale dello stato unitario" obbligatoriamente insegnata per

manipolare le coscienze comuni di massa, ormai gi da troppo tempo

rassegnate alla gestione corrotta nordista incapace di gestire le

immense risorse economiche e ricchezze culturali del meridione, che

dal 1860 ha esclusivamente sfruttato come una colonia di un impero

speculatore, massonico-bellico, vincitore per tradimento, incurante

del benessere generale.



Nei gruppi meridionalisti stata recentemente sollevata una

discussione sulla Colubrina del 1610 di Civitella del Tronto (l'antico

cannone trafugato nel marzo del 1861 dopo la caduta della fortezza di

Civitella del Tronto, l'ultima fortezza del regno delle due sicilie)

ora in mostra temporanea a Civitella del Tronto. Ma che fra non molto

dovrebbe nuovamente lasciare Civitella del Tronto.



Nella discussione si chiede per giustamente che quel cannone non

dovrebbe pi partire da Civitella del Tronto. Quel cannone una delle

reliquie di tutto il meridione atrocemente abbattuto a ferro e fuoco

dai "liberatori". una reliquia legittima, rubata alla memoria eroica

di Civitella del Tronto. Una reliquia che comprova schiettamente

ancora una volta il vero carattere predatore dell'esercito mercenario,

non "liberatore", in realt null'altro che incivili e volgari

saccheggiatori savoiardi, garibaldini, cavourriani, piemontesi,

corruttori e corrotti traditori, tutti, a quel tempo, sul punto di

fallimento presso le banche francesi, disposti a tutto pur di

appropriarsi di tutto.



Un esercito liberatore non incontra resistenza civile, non distrugge a

ferro e fuoco beni e popolazioni locali, non saccheggia i liberati,

non si appropria di nulla, non dovrebbe essere costretto a combattere

ancora per decenni contro i "fratelli" liberati.

Un esercito liberatore, se liberazione f, apporta giustizia,

civilt, benessere, proprio tutte quelle cose che proprio

quell'esercito, proprio in quegli anni di progresso europeo e

meridionale, ancora nemmeno lontanamente conosceva.



Ancora oggi non possibile conoscere tutto ci che realmente accadde

nel meridione dal 1860 in poi perch gli archivi militari, gli archivi

dei Savoia e tanti altri archivi di finanziatori (oggi istituti

finanziari nazionali) sono ancora segreti, rimangono chiusi per la

libera ricerca storiografica scientifica.

Ancora oggi non permesso ai meridionali di conoscere e di far

conoscere al mondo intero la vera faccia dell'unit forzata, la

sottomissione del meridione, la rovina ingiusta di un popolo di

civilt millenaria, ingiustamente sfruttato e stigmatizzato come

parassitario, incapace, ignorante, terrone, criminale e tanti altri

luoghi comuni conosciuti in tutto il mondo, per solamente confermati

dagli scandali vergognosi dei governi politici italiani, ma in

chiarissimo contrasto con la grande presenza degli emigrati

meridionali in tutto il mondo, indivui laboriosi, onesti, stimati, che

hanno arricchito con la loro presenza culture ed economie straniere,

spesso dunque considerati "eccezioni alla regola tradizionale dei

meridionali".

30 milioni di emigrati meridionali.

30 milioni di eccezzioni alla stereotipica regola meridionale ?

No, 30 milioni di prove del contrario !



Civitella del Tronto dispone in questi giorni di un'importante

opportunit per tutto il meridione, da Civitella del Tronto a Palermo,

da Gaeta a Leuca, e per tutti i merionali, nel meridione e in tutti i

paesi del mondo e i loro discendenti.

Civitella del Tronto potrebbe, e mio avviso dovrebbe, oggi imporre in

concreto al governo dello stato unitario una condizione esemplare

rifiutando "temporaneamente" la restituzione della Colubrina al museo

militare di Torino e tenerla in custodia come pegno giuridico fino a

quando le autorit giudiziarie e politiche ordineranno l'apertura

completa e incondizionata degli archivi segreti politici e militari

risorgimentalisti con garanzia di visione incensurata di tutti i

documenti politici e militari, compresa la verit documentata

concernente il periodo di assedio e di distruzione di Civitella del

Tronto.



I movimenti meridionalisti ritengono per giusta causa che LA COLUBRINA

DEL 1610 APPARTIENE AI MERIDIONALI e deve rimanere nella fortezza di

Civitella del Tronto, che il bottino di guerra dell'esercito

piemontese-italiano sottratto al Sud sia ridato ai meridionali !

LA VERIT E LA NOSTRA MEMORIA SONO NOSTRI DIRITTI LEGITTIMI E

INCONTESTABILI !



La rivendicazione di diritti ai beni storici e culturali dei popoli

protetta da molti trattati internazionali che devono essere rispettati

anche dal governo italiano.

Restano forse solo pochi giorni per decidere di attuare in modo giusto

ed efficace questa importante iniziativa.



Vi sollecito dunque vivamente a riflettere profondamente sulle vostre

responsabilit come semplici meridionali ma anche come esponenti nelle

vesti da voi ricoperte, a discuterne con i responsabili, a discuterne

anche con le associazioni e i movimenti meridionalisti, esponendo le

vostre opinioni e prendendo nota delle nostre motivazioni ragionate

sotto un solo schieramento comune:

la verit, finalmente solo tutta la verit.



Spero di incontrarvi presto nei fori telematici.



Cordiali saluti,

Antonio Serao.

(Olanda)

--- --- --- --- --- --- --- --- ---

Replying to:

a: presidenza.repubblica@quirinale.it



Oggetto: [DdojeSicilie: Lista dell'Ass. Cult. Due Sicilie] Colubrina di Civitella.

Sulla Battaglia della Colubrina vedi in Home e in Urla la tua opinione del nostro sito.









Caro Presidente,

sono lieto dell'occasione che mi si presenta per scriverLe per rafforzare le richieste di quanti hanno gi scritto per lo stesso motivo.

Lei, dai noi semplici cittadini, (parlo per me) considerato un fervente italiano e non perde occasione per ricordare e rafforzare l'idea della fratellanza italiana, che dal 1860, diciamoci la verit, stata molto poco sentita sia dal sud che dal nord.

Lo dimostra in modo esplicito con la reintroduzione della festa delle forze armate e con l'Inno Nazionale che non perde occasione di far sentire.

Di questo, io personalmente ne sono lieto, apprezzo il Suo sforzo, anche se, a dir la verit, mi lascia indifferente: cos'altro potrebbe provare un napoletano a Milano, lontano dalle proprie radici, dalla propria lingua, dal proprio mare, dalla sua cultura, da quarant'anni?

Per...ve ne sarebbero tanti di per, ma mi permetta di prendere come esempio la colubrina "ospite" di Civitella del Tronto.

Questa colubrina, Lei ormai ne a conoscenza, appartiene al patrimonio culturale italiano e pi precisamente al meridione d'Italia e pi precisamente a Civitella: di sua propriet dal 1600.

Se io volessi considerarLa mio padre, (..e sono attempatello...), Le direi: - pap mio fratello mi ha picchiato per rubarmi il cannone, mio, fammelo restituire! Potrebbe mio padre dirmi:- Tuo fratello ha fatto bene, il trenino suo? O non direbbe invece a mio fratello: v bene, hai picchiato tuo fratello e ti perdono, per restituisci quello che gli hai rubato? Non questo quello che farebbe giustamente un padre? O invece accetta il fatto che il furto diventa propriet da prestare a pagamento?

Il difficile , lo capisco, che Lei non un semplice padre di famiglia che ridime un litigio fra bambini, ma dietro questo litigio c' molto di pi...c' la dignit, l'orgoglio, il dolore del figlio derubato e picchiato. Ma se Lei, in qualit di padre, non esercita un atto di giustizia tendente a dirimere tra i due fratelli un sopruso che padre sarebbe?

Lei, caro Presidente, non pu, n da Italiano, n da padre, far finta di non capire o di non vedere. E' vero, queste sono "sciocchezze" visti i tempi che corrono, ma non possiamo sempre far finta di non vedere ci che accade a casa nostra.

Di cannoni rubati, mio fratello ne ha tanti, troppi e ancora continua a rubarmene e mio padre cosa fa?

Caro Presidente, questo esempio emblematico.

Allora io Le chiedo: siamo fratelli d'Italia o fratelli di taglia?

Cordialmente.



Giuseppe de Gennaro





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