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A proposito della Colubrina



A proposito della Colubrina



Ho seguito in questi giorni quanto comparso su Agor a proposito della Colubrina del 1610 rapinata nel 1861 a Civitella del Tronto dal nascente regno sabaudo e traslocata illegittimamente al Museo Nazionale dartiglieria di Torino. Sulla questione della sua restituzione a Civitella, sollevata dallAssociazione Culturale Due Sicilie, desidero esprimere la mia opinione.

Personalmente non condivido i riferimenti, in un qualche modo nostalgici, al passato, n a quello lontano delle Due Sicilie, nel caso, n al pi recente del regno sabaudo se da altrove ne venissero.

Il Regno delle Due Sicilie fu una iattura, come lo fu, dopo, il Regno dItalia, perch iattura stata, e sar, sempre, qualsiasi monarchia in qualsiasi angolo del mondo, in quanto tale istituzione intrinsecamente strumento di servit dei popoli e del pi retrivo conservatorismo.

Se da me dipendesse, abolirei i re e le regine persino dalle carte da gioco.

Penso, poi, che ai nostri giorni, noi italiani abbiamo gi dovuto subire la sciagura di vederci di nuovo fra i piedi i Savoia, e gi questo mi rattrista tanto da deprimermi del tutto lidea che a qualcuno potesse venire in mente, un domani, di operare per il rientro anche di qualche Borbone.

Non ritengo, inoltre, che si possa rispondere al razzismo rozzo stupido miope settentrionalistico di un Bossi, contrapponendogli un meridionalismo che, a mio giudizio, potrebbe risultare anchesso razzistico e di eguale rozzezza stupidit miopia, soltanto di opposto punto cardinale, nel caso.

Credo sia tempo, ormai, di aspirare a divenire cittadini del mondo, non puntare a un ritorno al campanile, anche se non di un mondo come quello disegnato dalla globalizzazione marca G 8, ovviamente.

Ci detto, per, convinto come sono che ci che viene rapinato durante una guerra, interna o fra stati diversi che sia, debba ritornare al legittimo proprietario dorigine, voglio esprimere il mio accordo alla petizione, che sottoscrivo senza alcun indugio, inoltrata dalla suddetta Associazione al Presidente della Repubblica e ai parlamentari della Commissione Difesa e della Commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera, tendente ad ottenere la restituzione a Civitella del Tronto della Colubrina in questione.

21/04/03

Benito Marziano

Re: A proposito della Colubrina


Caro Marziano,

Scriviamo sullo stesso sito di Ciccio Urso e un po ci conosciamo per gli interventi e segnalazioni che firmiamo.

Da parte mia non c nessuna nostalgia borbonica o proposta di ritorno di qualche Borbone. Lho scritto pi volte sul sito e in altre occasioni. La patria meridionale cui mi riferisco quella di chi ha condiviso per secoli molte dominazioni, ha in comune suoni e parole, guerre passate nelle stesse trincee, lemigrazione, la cultura dantiche usanze pur con i nostri particolarismi. Partire da questa visione profonda del passato ci apre a un internazionalismo dalle radici profonde, e ci vuole tempo,viaggi,esperienze,studio.

Ho posto laccento anche sul fatto che i contadini-briganti furono strumentalizzati nella lotta di potere postunitaria tra moderati (Cavour), democratici (mazziniani e garibaldini in attrito anche tra loro), e clerico-borbonici (Pio IX e Francesco II). Detto questo la Storia pone in luce un peggioramento storico dei subalterni meridionali nel passaggio dai Borboni ai Savoia. La Sicilia non conosceva sotto i Borbone la coscrizione militare obbligatoria, che con i Savoia divenne gi dallottobre 1860 servit umiliante per giovani per ben cinque anni, cui occorre aggiungere il periodo dei conflitti per le guerre coloniali e di potere di lor signori. Fu questo il motivo principale, con la soppressione dei dazi doganali del Sud, del brigantaggio siciliano che non fu politico ma soprattutto sociale-economico come lo fu nel Continente quando affluirono a decine di migliaia nelle bande dei briganti i contadini meridionali, vale a dire la quasi totalit dei nostri antenati. La Battaglia virtuale della Colubrina da chi scrive promossa - con alcune critiche (spesso di basso profilo)da chi esprime il punto di vista delle componenti che strumentalizzarono e strumentalizzano le esigenzi reali di dignit della gente -, riesce a far stare insieme sulle giuste rivendicazioni neoborbonici e democratici in senso largo (chi scrive si riconosce nel Gramsci che si defin meridionale in Parlamento). Lanalisi storica sul Risorgimento non ancora possibile farla in tutte le sue parti anche perch la consultazione libera dei documenti il gruppo vincente moderato (leterna destra) e i gattopardi di sinistra non lhanno concesso. E ricordiamoci ad onor del vero, e lo stiamo facendo da poco, che i soldati borbonici scomparsi nei lager dei Savoia, i ragazzi-soldati che scapparono dalla Nunziatella di Napoli appena i piemontesi ne assunsero il comando e che andarono a morire a Gaeta, erano dei nostri paesi, avevano i nostri cognomi.

Sono contento che lei abbia firmato la petizione. Con la maggiore stima e considerazione Sebastiano Gernone


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A proposito della Colubrina



Ho seguito in questi giorni quanto comparso su Agor a proposito della Colubrina del 1610 rapinata nel 1861 a Civitella del Tronto dal nascente regno sabaudo e traslocata illegittimamente al Museo Nazionale dartiglieria di Torino. Sulla questione della sua restituzione a Civitella, sollevata dallAssociazione Culturale Due Sicilie, desidero esprimere la mia opinione.

Personalmente non condivido i riferimenti, in un qualche modo nostalgici, al passato, n a quello lontano delle Due Sicilie, nel caso, n al pi recente del regno sabaudo se da altrove ne venissero.

Il Regno delle Due Sicilie fu una iattura, come lo fu, dopo, il Regno dItalia, perch iattura stata, e sar, sempre, qualsiasi monarchia in qualsiasi angolo del mondo, in quanto tale istituzione intrinsecamente strumento di servit dei popoli e del pi retrivo conservatorismo.

Se da me dipendesse, abolirei i re e le regine persino dalle carte da gioco.

Penso, poi, che ai nostri giorni, noi italiani abbiamo gi dovuto subire la sciagura di vederci di nuovo fra i piedi i Savoia, e gi questo mi rattrista tanto da deprimermi del tutto lidea che a qualcuno potesse venire in mente, un domani, di operare per il rientro anche di qualche Borbone.

Non ritengo, inoltre, che si possa rispondere al razzismo rozzo stupido miope settentrionalistico di un Bossi, contrapponendogli un meridionalismo che, a mio giudizio, potrebbe risultare anchesso razzistico e di eguale rozzezza stupidit miopia, soltanto di opposto punto cardinale, nel caso.

Credo sia tempo, ormai, di aspirare a divenire cittadini del mondo, non puntare a un ritorno al campanile, anche se non di un mondo come quello disegnato dalla globalizzazione marca G 8, ovviamente.

Ci detto, per, convinto come sono che ci che viene rapinato durante una guerra, interna o fra stati diversi che sia, debba ritornare al legittimo proprietario dorigine, voglio esprimere il mio accordo alla petizione, che sottoscrivo senza alcun indugio, inoltrata dalla suddetta Associazione al Presidente della Repubblica e ai parlamentari della Commissione Difesa e della Commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera, tendente ad ottenere la restituzione a Civitella del Tronto della Colubrina in questione.

21/04/03

Benito Marziano