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Sul referendum

Sul referendum, buone notizie ce ne arrivano



In questi giorni fioccano i benevoli consigli agli elettori di andarsene al mare, il 15 e il 16 giugno, e disertare il voto nel referendum per estendere i benefici dellart. 18 anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti.

Ci stupisce, ma non tanto, che questi disinteressati consiglieri parlino la stessa lingua, siano essi di centro-destra o di centro-sinistra, che poi la stessa lingua della Confindustria, della Confcommercio, di imprenditori, padroni, mezzipadroni e padroncini di ogni risma, tutti, lancia in resta, a difendere gli interessi dei lavoratori e cercar di convincerli che lestensione a tutti dei benefici dellart. 18 sarebbe la rovina loro, e del paese.

Ma senza dimostrarlo!

Per, comprendendo, forse, che i cittadini non sono degli emeriti imbecilli, incapaci di capire i loro interessi e quindi finiranno col votare S, tentano di mettersi al sicuro, meglio, cercando di convincerli a non andare per niente a votare.

Maldestro e maligno espediente, certi di perdere, per tentare di vincere in altro modo. E qui tutti daccordo: Berlusconi, Fini, Bossi, il filosofo (?) Buttiglione e ruote di scorta varie. E poi DAlema, Fassino e met querciaioli (mezzo partito, in disaccordo, voter S), dimentichi che, un tempo, come tutta la sinistra, facevano anche loro una bandiera di democrazia non soltanto del diritto di voto per tutti i cittadini, ma anche del dovere di esercitare tutti e sempre quel diritto.

Ci che ha dimenticato anche Rutelli che, pure lui, consiglia il tutti a mare di craxiana invenzione. Eppure, non dovrebbe invitare gli elettori a disertare un referendum, grande espressione di democrazia partecipativa, proprio lui che un tempo stato un grande referendario.

Ma, proprio lui stato anche tante altre cose!

In questi ultimi giorni -noi per tanto tempo col fiato sospeso (si fa per ridere), lui a sfogliare la margherita (quella vera, non quella di Rutelli)- finalmente ha parlato anche Cofferati e ci ha fatto sapere che anche lui se ne andr al mare.

E con ci, a noi sembra, ha ottenuto due risultati, il primo: aver dato involontariamente limpressione che in CGIL passato senza lasciar traccia: n eredit n eredi, se vero che questa organizzazione, a soli pochi mesi da quando lui andato via, si schierata per il S; il secondo: che da aspirante leader politico la prima grossa topica (prima in politica), lha gi infilata, se un sondaggio, apparso sui giornali questa mattina, ci rivela che ben il 39,9 % degli intervistati dichiara che la sua posizione sul referendum indebolisce la sinistra.

Come alla sinistra non bastasse gi

Infine vogliamo ricordare che nei giorni scorsi anche Trentin (altro cattivo seminatore daltri tempi in CGIL), e ieri pure Treu (dimenticato ministro del governo dellUlivo, se la memoria non ci inganna), hanno consigliato agli elettori di non andare a votare. Ad entrambi, anche se non nostra abitudine essere poco cortesi con alcuno, chiediamo venia se per loro facciamo uneccezione, ma ci sgorga proprio dal cuore di mandarceli noi al mare, ma come lo fanno, ci sembra, i romani, dicendo alluno e allaltro: Ma vatti a fa n bagno.

A noi, comunque, nonostante il fastidio che ci procurano i cattivi consigli di tutti questi bravi difensori dei lavoratori, sul referendum, buone notizie ce ne arrivano: a detta di alcuni sondaggi probabile la vittoria dei S.

21/05/03

Benito Marziano