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Princeps legibus solutus

Princeps legibus solutus



Il cavaliere presidente ormai non fa altro che bersagliare con quotidiani attacchi la magistratura, i comunisti, le maschere dei comunisti, e rilasciare mattina, mezzogiorno e sera dichiarazioni, ora sussiegose e autoincensanti, ora presuntuose, minacciose e arroganti denunciando, cos, da se stesso, ci che in molti ormai gli rimproverano: la mancanza di rispetto delle opposizioni e la carenza del senso dello Stato.

A questultimo riguardo, riteniamo abbia superato ogni limite con la dichiarazione dellaltro ieri. Avere affermato se mi condannano non mi dimetto, , a nostro giudizio, unaffermazione gravissima che denota, non soltanto la scarsa attitudine al ruolo di statista nel quale, malauguratamente, ce lo siamo ritrovato, ma anche disprezzo dello Stato, delle sue istituzioni, delle sue leggi.

Siamo al princeps legibus solutus che, ai nostri giorni, soltanto un dittatore pu ritenere gli possa essere consentito.

Eppure, ci sembra, che n dallopposizione, n dai partiti, n dai sindacati, n dai movimenti, n dai cittadini sia stata colta larrogante concezione del potere che sta dietro quelle parole e non si , infatti, sollevata, come sarebbe dovuto accadere, una corale forte protesta a difesa dello Stato, del diritto, delluguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Gli si sarebbe dovuto ricordare (ci correggano i costituzionalisti e i giuristi, se sbagliamo), che, se le leggi dello Stato non consentono a nessun cittadino di rimanere nel posto che occupa se condannato, a maggior ragione non potranno consentirlo ad un presidente del consiglio.

O, quanto meno, non glielo dovrebbe consentire il Parlamento. O, veramente, saremmo nella repubblica delle banane.

Personalmente, poi, riteniamo che il rispetto dei principi democratici e dello Stato (che non unazienda, nonostante cos egli creda), avrebbero gi dovuto suggerirgli di dimettersi, al fine di lasciare che la giustizia potesse fare serenamente il suo corso.

Che il principe possa dichiarare di ignorare le istituzioni e dare colpi di durlindana (pro domo sua), a destra e a sinistra, e in ci trovare sempre pronti a difenderlo i suoi cortigiani, nessuna meraviglia. Questi, umilmente ubbidendo e servendo, oltre a poterci guadagnare un orologino, o una poltrona o uno strapuntino al governo, o magari un cadreghino ben remunerato, o, al limite, un posticino in un giornale, possono anche sperare che, nel caso vengano da lui allargati anche a loro i privilegi strappati per s.

Ma degli altri, di quanti dovrebbero opporsi a questa sempre pi sfacciata contenibile ascesa e che sovente ci rassicurano che non c alcun pericolo di regime, ci saremmo attesa e ci attenderemmo maggiore attenzione e unopposizione forte e decisa, anche riguardo alla sua politica economica sfrenatamente liberista (e, invece, in gran parte condivisa!).

E vorremmo loro ricordare che del pericolo di regime non crediamo che, di solito, si venga avvertiti con anticipo da un segnale triangolare, come avviene nella segnaletica stradale.

26/05/03

Benito Marziano